Videominuto – Dare un senso a 60 secondi

Il Videominuto è un festival internazionale che ridefinisce le già ristrette tempistiche del cortometraggio. Le opere in gara non si possono nemmeno collocare nella sezione cortometraggi; fanno categoria a sé, sono MICROMETRAGGI.

Un minuto, questo è il vostro limite creativo. La condizione da rispettare se volete prendere parte al concorso.

Ma 60 secondi sono davvero sufficienti per esprimere un'idea, un'emozione? Per rendere partecipe lo spettatore e raccontare una situazione?

Certamente si... molto difficile, ma fattibile.

Si perché misurarsi in questo processo creativo non è cosa semplice. La tendenza a complicare le cose è insita in noi e scrivere e girare una clip che rispetti un così rigido vincolo temporale è cosa ardua. Butti giù un'idea e ti rendi conto che hai per le mani un piano regia che non basterebbe una serie TV a raccontarlo!

Ora provate a pensare a quante cose ci accadono nella vita e quale porzione del nostro tempo occupano: l'esito di un esame, un test di gravidanza, un incidente d'auto, un quiz, uno sguardo, un incontro, fate voi...

Viviamo in un'epoca che pretende rapidità, sintesi; la nostra attenzione esige messaggi visivi sempre più immediati e veloci, non vogliamo perdere IL tempo. Insomma, stiamo parlando di 60 secondi e ci sembrano pochi, ma quante volte, nel moderno e quotidiano bombardamento visivo a cui siamo sottoposti ne concediamo a mala pena 10 prima di stoppare un video e passare oltre? (di solito ai 10 secondi di un altro video...)

Certo è un po' paradossale...

Forse l'offerta è troppa e questa mega farcitura finisce per andarci sempre più spesso di traverso, limitando le nostre qualità analitiche e modificando la nostra percezione del mondo.

Le caratteristiche del Videominuto ricordano e si adattano al prodotto più familiare della comunicazione moderna: lo spot pubblicitario. Quale migliore connubio tra arte visuale veloce e commercio? (ok...non sempre...tranquilli che su questo siamo tutti d'accordo...).

Ma quanti ne abbiamo apprezzati negli anni, frutto di intuizioni geniali, simboliche e congeniali alle nostre esigenze? Ognuno di noi conserva le sue preferite nei ricordi, lasciandosi trasportare pur sapendo che il cliente o prodotto, a volte, è solo uno dei tanti squali del capitalismo sfrenato...

 

 

 

Difficile definire la nascita della manifestazione, il web è piuttosto dispersivo in merito. Quello che sappiamo è che da circa 15 anni il Videominuto è un festival presente a livello globale, con svariate nazioni organizzatrici e ospitanti unite dal comune denominatore della micro durata.

Le restrizioni in merito possono variare leggermente, qualche festival concede delle sforate temporali (65-70 secondi invece di 60) mentre altri, tra cui il più illustre e internazionale al momento - il Filminute - pretende tassativamente che l'intera clip sia di 60 secondi netti, né più né meno.

In Italia il Videominuto si svolge a Prato, ogni anno alla fine Novembre. E' una realtà consolidata che si avvale di appoggi e partnership regionali, comunali, enti e associazioni culturali varie, mettendo in palio un premio di 1000 euro per il minuto vincente.

Purtroppo, negli ultimi tempi, il concorso stenta a mantenersi costante. Le notizie sono sporadiche e circostanziali anche sulle pagine social ufficiali, scoraggiando, di fatto, gli aspiranti concorrenti - "si farà o non si farà quest'anno?" è una domanda che nasce spontanea. Inoltre, gli ultimi lavori apparsi sul loro canale Vimeo non brillano proprio per originalità. Gli autori sembrano essere circoscritti ad una manciata di giovani del luogo e il registro è più sul grottesco andante piuttosto che concentrato su scelte ben definite e taglienti.

Basta dare un'occhiata ai vincitori del Filminute 2015 - e ad altri festival mondiali - per sentire l'attuale divario qualitativo e autoriale. Micrometraggi che pulsano con l'energia del vero cinema, assumendo anche un'identità di genere specifico (dal drammatico, al thriller o romantico che si voglia).

 

 

Eh si, dovremmo accorciare un pochino le distanze...

 

 

Dunque, signore e signori filmmakers, prendete nota delle prossime scadenze e consultate i regolamenti per evitare esclusioni dal processo di selezione. I tempi morti del quotidiano non devono più esistere. Avete 1440 possibilità ogni giorno per trovare l'ispirazione e dare un nuovo senso al tempo.

Vi lascio con un micrometraggio nostrano degno di nota. Ancora una volta ritroviamo l'affezionato Alex Davoli di cui abbiamo tanto parlato (e intervistato) recentemente, insieme a molti dei suoi fedeli collaboratori. Livello produttivo e qualitativo notevole, degno della concorrenza internazionale e padronanza tecnica condita da una candida e ironica poesia.

    A presto...