Frankenweenie

(1984 – 2012) di Tim Burton

 

Il giovane Tim Burton, illustratore e animatore per la Disney, anticipa in questo brillante cortometraggio molte tematiche della sua futura carriera, gettando le basi per la sua iconografica immagine gotico-dark.

 

E’ la storia del piccolo Victor Frankenstein che, sconvolto dalla morte del suo piccolo e amato bull-terrier Sparky, si ingegna con poche nozioni di scienze imparate a scuola per donargli nuova vita. Al contrario del suo più noto predecessore letterario e poi cinematografico, il piccolo cane zombie non è assolutamente aggressivo, anzi, dispensa affetto e vitalità senza alcuna riserva verso il prossimo. Dopo molte peripezie, riuscirà a farsi accettare.

 

Burton condensa in meno di 30 minuti quello che sarà il leitmotiv del suo cinema come regista. Argomenti oscuri e sempre attuali come l’emarginazione del diverso vengono affrontati con una leggerezza che centra un ben più profondo bersaglio.

 

Il ritratto di un mondo di conformismi in cui gli adulti (in questo caso) ripudiano ogni elemento anomalo che mette a repentaglio il loro piacevole e noioso equilibrio, rivelandosi come i veri mostri.

 

Il tutto con una brillante inventiva tecnica e visiva (un marchio di fabbrica anche in futuro) e un tocco quasi parodistico che aiuta la fruizione e la riflessione sia dei grandi che dei più piccoli.

 

Cast di prima scelta in cui si possono riconoscere il piccolo Barret Oliver (chi non lo ricorda nella parte di Sebastian in La Storia Infinita?) Shelley Duvall, Daniel Stern e una giovanissima Sofia Coppola.

 

 

Inizialmente il corto fu classificato negli USA com PG (Parental Guidance) e vietato ai minori di 12 anni. In Italia il ritardo fu invece clamoroso e giunse solo 9 anni dopo, abbinato all’edizione italiana di Tim Burton’s Nightmare Before Christmas.

 

Nel 2012 a distanza di 28 anni, Tim Burton riprende in mano il progetto trasformando il suo vecchio cortometraggio (o forse meglio dire mediometraggio…) in un film vero e proprio da dare in pasto al suo pubblico. In questo lungometraggio di animazione la storia originale si conserva ma si ampia, ripristinando alcune tematiche più ambiziose del capolavoro letterario di Mary Shelley

 

Il piccolo Victor e la sua dolce e animalesca creatura tornata alla vita, infatti, dovranno fronteggiare altre creature più ostili generate da un gruppo di invidiosi e megalomani compagni di scuola che, inseguendo una ingenua smania di potere, daranno vita a qualcosa di pericoloso che sfuggirà al loro controllo.

 

Qualche siparietto divertente in più e un’ispirazione più netta al cinema horror anni ’50. Insomma, un ottimo progetto alla nascita che, senza cambiare mano, torna a far sognare e trepidare gli spettatori appassionati del genere.